Nel mese di gennaio i mutui stipulati a tasso fisso sono stati 7 su 10. Un dato in controtendenza rispetto all’ultimo semestre 2010.
Le cause da un punto di vista macroeconomico sono due. La prima è che il 3 febbraio 2011 la Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare inviariato il tasso di riferimento all’1%, anche se, qualora l’inflazione dovesse salire (a fine dicembre aveva superato il livello di guardia del 2%), è pronta a intervenire con un rialzo attorno ai 25 punti base.
La seconda causa è l’offerta degli Istituti bancari. Essi infatti, preferiscono erogare mutui a tasso fisso ai propri clienti per evitare, nel momento del rialzo dei tassi, la difficoltà del pagamento delle rate.
Confrontiamo ad oggi i due tassi. Ipotiziamo una media di mercato del tasso variabile di 2,21%, il fisso 4,75%. Per un importo di € 100.000,00, durata 20 anni, la rata per il tasso variabile ammonterebbe a € 510,00, mentre per il fisso € 641,00. Perchè la rata del variabile eguagli quella del fisso, la Banca Centrale Europea dovrebbe apportare un aumento del tasso di riferimento al 3,5%, contro all’attuale 1% (rimasto invariato il 3 febbraio). La prospettiva del rialzo è molto lontana.
Noi di mutuo&famiglia, per i nostri clienti, consigliamo sempre di chiedere una simulazione con il tasso variabile al 4,00/4,50% (media degli ultimi 25 anni) in modo da capire quale potrebbe essere l’importo medio della rata con un aumento dei tassi e non trovarsi con amare sorprese.
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